Cristina Barbuti

Cristina Barbuti

Nata a Viareggio, Cristina Barbuti Lonquich ha intrecciato fin dall’infanzia la pratica musicale e la danza, tracciando un percorso in cui il corpo e il suono si sono rivelati strumenti di indagine e trasformazione. Acquisita la Laurea Magistrale con il massimo dei voti in Pianoforte presso il Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia, ha proseguito la sua formazione alla “Rubin Academy of Music and Dance” di Gerusalemme e alla “Sándor Végh Chamber Music Academy” di Praga, sviluppando una sensibilità musicale che la porterà a esibirsi come solista e camerista nelle principali stagioni europee e negli Stati Uniti.

Le sue collaborazioni artistiche si sono intrecciate con alcuni dei più interessanti interpreti internazionali, arricchendo la sua visione con la molteplicità degli sguardi e delle esperienze condivise. Accanto al concertismo, il suo sguardo si è posato sul teatro, sulla parola e sulla scrittura, in un percorso che ha ampliato il senso della presenza scenica e della ricerca espressiva. Tra il 1987 e il 1992 ha tenuto seminari alla UCLA Summer Session, esplorando le connessioni tra letteratura italiana e musica. A partire dal 2000 ha approfondito il linguaggio teatrale fondando il Villon Ensemble, un progetto in cui musica e teatro interagivano in un dialogo con l’arteterapia. Gli studi con figure come Robert Landy e Armando Punzo hanno segnato una svolta nel suo cammino, portandola a esplorare il potenziale trasformativo dell’arte nella relazione d’aiuto. Nel 2006 ha intrapreso un percorso di formazione in Gestalt Counseling a mediazione artistica presso l’Istituto Gestalt Firenze, sede di Roma studiando con Oliviero Rossi e Michele Cavallo. La ricerca si è tradotta in esperienze concrete, come i laboratori di teatro e musica condotti presso il Centro Diurno di Salute Mentale Villa Lais di Roma, in cui il processo artistico si è fatto strumento di ri-significazione dell’identità. Tra il 2014 e il 2018 ha guidato laboratori di arte e teatroterapia per musicisti, ospitati in numerose istituzioni e festival tra le quali la maggiore kermesse italiana, Trame Sonore a Mantova, con l’intento di attraversare le dinamiche interiori e artistiche che definiscono il percorso di un interprete, portando anche in scena, con Alexander Lonquich e Sandro Lombardi il concerto scenico “L’infanzia di Saturno” Docente del Master di Teatro nel Sociale e Drammaterapia dell’Università Sapienza di Roma, ha ideato con Ezio Bosso il laboratorio intensivo “Sinestetica”, esplorando le intersezioni tra percezione sensoriale e suono.

Con Alexander Lonquich, compagno d’arte e di vita, ha fondato il Kantoratelier, spazio di ricerca in cui la trasmissione musicale si è fusa con una riflessione più ampia sull’atto creativo. Nel 2018, attraverso il progetto “Dædalus – l’artista da giovane”, ha dato forma a un percorso di alta formazione concertistica dedicato a giovani musicisti alle soglie della carriera, in cui la tecnica e l’interpretazione si aprivano a un’indagine più profonda sulla presenza e sul senso dell’arte. Nel 2021 ha collaborato con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il MAXXI di Roma a “L’estetica dell’assenza”, un progetto che, ispirandosi alla figura di Glenn Gould, ha interrogato il paradosso dell’interprete che, nella ricerca di una verità espressiva assoluta, si sottrae alla scena. Attraverso un dialogo tra musica, teatro e filosofia, i partecipanti hanno esplorato il potere evocativo del suono al di là della fisicità dell’esecutore, sperimentando nuove modalità di ascolto e di presenza. Tre passioni attraversano il suo cammino e si intrecciano nel suo lavoro: l’arte, la Terapia della Gestalt e il pensiero lacaniano. Da questa convergenza nasce la Gestalt Dinamica a Mediazione Artistica, un approccio che integra Counseling gestaltico, Teatroterapia e Art Counseling, in una prospettiva in cui il linguaggio artistico si fa luogo di incontro tra l’inconscio, il corpo e il desiderio. Attualmente conduce laboratori e sessioni individuali nel suo Kantor Studio a Roma ed è formatore-supervisore AICo.
È ideatrice e fondatrice di OMANUT – Scuola triennale di Art Counseling ad orientamento gestaltico lacaniano, l’unica scuola di “Arteterapia” che promuove una nuova e rivoluzionaria figura di arteterapeuta. OMANUT promuove la convinzione che i linguaggi artistici, per essere realmente efficaci nella relazione d’aiuto, devono essere intimamente conosciuti e praticati profondamente. I docenti di OMANUT, oltre ad avere solide competenze nella materia della cura attraverso la relazione, sono artisti di grande spessore e riconosciuta fama nazionale ed internazionale.