Dialoghi d’amore attraverso il tempo | Catrani, Lucchesini

Dialoghi d’amore attraverso il tempo
Catrani, Lucchesini

01/06/2026 - 18:00
Santa Maria della Vittoria



Laura Catrani, soprano

Andrea Lucchesini, pianoforte

 

L. Berio (1925-2003)

Dolce cominciamento (Da 4 Canzoni Popolari, a seguire)

F. Schubert (1797-1828)

Lied der Mignon op.62 n.4

L. Berio

La donna ideale

F. Schubert

Lachen und Weinen D 777

L. Berio

Avendo gran disio 

F. Schubert

Die Forelle

L. Berio

Ballo 

F. Schubert

Improvviso 3 Op. 90

Improvviso 2 Op. 90

B. Strozzi (1619-1677)

Che si può fare, per voce e basso continuo

 

30’ | Ingresso 8 €

 

Il percorso di ascolto che attraversa questi brani è un continuo gioco di specchi tra classicismo, urgenza romantica e rielaborazione del folklore. Ad eseguire questi brani due tra i più grandi interpreti italiani: Andrea Lucchesini, al pianoforte, accompagnerà la voce di Laura Catrani.

Con Dolce cominciamento di Berio si entra in un’atmosfera sospesa, dove il richiamo alla poesia medievale si intreccia a una sensibilità novecentesca. Il contrasto emerge subito con il Lied der Mignon di Schubert, attraversato da una malinconia inquieta, in cui il pianoforte diventa voce interiore del personaggio di Goethe. Con La donna ideale Berio introduce ironia e vivacità ritmica, in netto contrasto con l’instabilità emotiva di Lachen und Weinen, dove Schubert alterna improvvisamente riso e pianto attraverso rapidi cambi di tonalità. Più lirico e disteso è Avendo gran disio, che prepara l’arrivo di Die Forelle (La Trota): qui il pianoforte evoca con leggerezza il movimento dell’acqua, prima che la musica si oscuri improvvisamente nella sezione centrale. Il ciclo di Berio si chiude con Ballo, travolgente per energia ritmica, mentre gli Improvvisi di Schubert aprono uno spazio più intimo e contemplativo: il n. 3 incanta con la sua “melodia infinita”, il n. 2 sorprende per la fluidità virtuosistica attraversata da tensioni drammatiche.

A chiudere il programma è Barbara Strozzi con Che si può fare, costruita sopra un ostinato discendente che sostiene un canto di intensa espressività barocca, fatto di dissonanze audaci e dolore trattenuto.

Testo a cura di Martina Sangermano