Thomas Busch, baritono
Erica Barzoni, violino
Carlo Benatti, organo
Gruppo vocale del conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova (Benedetta Bovio, Jian Bo, Zheng Leyi, Yang Yiling, Zheng Shu Han, Lu Jiacheng, Pietro Turina)
C. Graupner (16830-1760)
Jesu, führe meine Seele BWV 158
I. Leonarda (1620-1704)
O vana cogitatio (Mottetto sacro)
Sonata duodecima à Violino Solo, Op. 16 (Bologna, 1693)
J. S. Bach (1685-1750)
Der Friede sei mit dir BWV 158
30' | Ingresso con biglietto offerto da Oficina OCM e Gruppo Tea
ATTENZIONE: I biglietti si possono prenotare e ritirare solo al Boxoffice di Trame Sonore Festival
Thomas Busch, baritono di solida esperienza nel repertorio sacro tedesco, insieme a Erica Barzoni al violino e Carlo Benatti all’organo, guida il gruppo vocale del Conservatorio Campiani di Mantova in un programma che mette in dialogo Johann Sebastian Bach con due autori spesso attraversati dalla storia con più rapidità che ascolto. Infatti, Christoph Graupner fu tra i principali candidati al prestigioso ruolo di Thomaskantor a Lipsia: solo il rifiuto del suo datore di lavoro a Darmstadt ne impedì l’ascesa, aprendo la strada a Bach. La storia, però, non ha fatto piena giustizia alla sua scrittura, e il suo Jesu, führe meine Seele rivela la densità espressiva e una sapienza contrappuntistica di questo autore. Accanto a lui, Isabella Leonarda emerge come voce singolare del Seicento italiano: monaca novarese, autrice di oltre duecento opere sacre, sviluppa un linguaggio spirituale personale e intensamente lirico. La sua O vana cogitatio e la Sonata duodecima per violino intrecciano devozione e invenzione, restituendo una scrittura sorprendentemente libera per il contesto conventuale. A chiudere il percorso, Johann Sebastian Bach con Der Friede sei mit dir riporta l’ascolto a una dimensione di equilibrio e trasparenza: una pace musicale che non è semplice conclusione, ma sintesi. In questo dialogo tra tre voci lontane eppure sorprendentemente affini, il tema della concordia non è solo evocato: si costruisce, passo dopo passo, nell’ascolto.
Testo a cura di Federica Mastantuono