Il concerto durerà indicativamente 40 minuti.
Fedra Ensemble
Simona Severini, voce e chitarra
Daniele Richiedei, violino, arrangiamenti e direzione musicale
Giulio Corini, contrabbasso solista
Con la partecipazione di
Virginia Luca, Francesca Turcato, Laura Riccardi, Tessa Rippo, viole
Fabio Fausone, Giocanni Maccarini, violoncelli
Matteo Zabadneh, contrabbasso
D. Richiedei (1984)
Clorinda e Tancredi (da “Tancredi e Clorinda” di Claudio Monteverdi) – parte 1
E. Jannacci (1935-2013)
Sfiorisci bel fiore
J. Mitchell (1943)
Both Sides Now
F. De Gregori (1951)
Sempre e Per Sempre
B. Springsteen (1949)
Streets of Minneapolis
D. Richiedei
Clorinda e Tancredi – parte 2
A. L. De Simone (1986)
Il Regno Animale
L. Dalla (1943-2012)
Futura
30’ | Ingresso 15 €
Il Fedra Ensemble presenta un programma che attraversa epoche, linguaggi e tradizioni musicali, sfuggendo a ogni definizione di genere.
Al centro del percorso si trova la rilettura firmata da Daniele Richiedei del Combattimento monteverdiano tra Tancredi e Clorinda: un capolavoro antico che viene trasformato in un racconto contemporaneo, capace di dialogare naturalmente con il repertorio della canzone d’autore e della popular music internazionale. Accanto alla tensione drammatica ereditata da Monteverdi convivono così mondi sonori molto diversi: la malinconia ironica di Enzo Jannacci, la scrittura intima e sospesa di Joni Mitchell, la profondità poetica di Francesco De Gregori, l’umanità dolorosa di Bruce Springsteen, fino alle visioni evocative di Lucio Dalla e Alberto L. De Simone. In questo contesto, le canzoni vengono trattate come madrigali moderni, riportando alla luce un legame profondo tra parola, narrazione ed espressione musicale.
All’interno della Sala dei Fiumi, il Fedra Ensemble insieme agli Archi dell’Orchestra da Camera di Mantova costruisce un’esperienza d’ascolto intensa e raccolta, in cui arrangiamenti originali e scrittura cameristica ridefiniscono continuamente il confine tra musica colta e musica popolare. La forza del progetto risiede proprio nella capacità di tenere insieme rigore compositivo e libertà espressiva, restituendo al pubblico un viaggio sonoro che mette al centro la fragilità, il conflitto e la dimensione più autenticamente umana della musica.
Testo a cura di Valeria Del Giorno