Urban Cluster
Francesco Esposito, clarinetto
Emanuela Ferrari, pianoforte
Rino Trasi, basso elettrico
Paolo Ragni, percussioni ed elettronica
Con la partecipazione di
Francesca Torri, flauto
Valentina Danelon, violino
35’ | Ingresso con biglietto del museo
Le Quattro Stagioni di Vivaldi rappresentano forse il primo e più celebre esempio di musica “a programma”, dove l'organico strumentale si trasforma in un pennello capace di dipingere il ciclo eterno del tempo.
È un’opera profondamente legata alla natura e alla campagna veneta del Settecento che oggi rinasce in una veste dirompente grazie alla rilettura contemporanea firmata da Rino Trasi per il progetto Urban Cluster. In questo “Vivaldi Reloaded”, la memoria del compositore più “pop” della storia viene smontata e rimontata pezzo dopo pezzo, proiettando l’ascoltatore in un contesto decisamente urbano. Il dialogo tra il violino e il flauto mantiene un sottile legame con la “natura” originaria ma viene subito proiettato altrove dal timbro del clarinetto. I colori di questa versione sono quelli del nostro tempo: elettrici, dinamici e profondamente ritmici, dove l’uso dell’elettronica non è mai invasivo, ma funge da tappeto sonoro su cui si innestano i temi classici. Il rincorrersi delle note vivaldiane perde la sua grazia settecentesca per acquisire la forza dei moduli ripetitivi tipici del minimalismo americano. Il ritmo diventa frenetico, evocando il battito delle metropoli o il moto costante dei viaggi in treno, trasformando la contemplazione del paesaggio in un’esperienza metropolitana.
Ascoltare questo arrangiamento significa assistere alla metamorfosi definitiva della forma classica: un organismo vivente che, pur conservando le proprie radici, decide di abitare la complessità del mondo contemporaneo.
Testo a cura di Martina Sangermano