Nurit Stark, violino
Aoife Ní Bhriain, violino
M. Rózsa (1907-1995)
Sonata per due violini op. 15a
G. Ligeti (1923-2006)
Duo
25’ | Ingresso 10 €
Nella cornice della Galleria Corraini, l’arte contemporanea trova un naturale prolungamento nella dimensione sonora affidata a Nurit Stark e Aoife Ní Bhriain, interpreti capaci di coniugare precisione analitica e libertà espressiva in un dialogo musicale di grande intensità.
Il filo conduttore del programma è la figura di Béla Bartók, evocata e riflessa attraverso le poetiche differenti di Miklós Rózsa e György Ligeti, in un ideale percorso che attraversa il Novecento ungherese tra tradizione popolare, modernismo e reinvenzione del linguaggio musicale. La Sonata per due violini di Rózsa rivela già nell’Allegro risoluto iniziale un impulso motorico vigoroso, sostenuto da un contrappunto saldo e da un linguaggio armonico che, pur muovendosi ai margini della tonalità, mantiene sempre una chiara direzione formale. Nel Lento assai, la scrittura si distende in una lirica contemplativa e venata di malinconia, che sembra evocare paesaggi ampi e sospesi della tradizione mitteleuropea. Il Vivo giocoso conclusivo esplode in una danza brillante e virtuosistica, dove sincopi, pizzicati e incastri serrati trasformano i due strumenti in un organismo orchestrale compatto e trascinante. Con Baladă şi joc, Ligeti raccoglie idealmente l’eredità dei 44 Duetti di Bartók per proiettarla in una dimensione più personale e radicale. Il lirismo del Baladă si costruisce su un fitto gioco imitativo, in cui i due violini si inseguono e si riflettono come in un sistema di echi continui, richiamando la vocalità arcaica e la stratificazione delle tradizioni popolari. Nel Joc, invece, l’energia danzante si fa progressivamente più incalzante: le interpreti si muovono con la libertà e l’istinto delle musiche da festa dell’Europa orientale, fino a un finale travolgente in cui l’accelerazione diventa puro impulso fisico.
Testo a cura di Martina Sangermano