Il Nuovo Orfeo | Sìdar Ensemble

Il Nuovo Orfeo
Sìdar Ensemble

02/06/2026 - 11:45
Palazzo Ducale | Sala dei Fiumi



Sìdar Ensemble

Elena Mascii, voce

Lisa Soardi, tiorba

 

C. Monteverdi (1567-1643)

Laudate dominum in sanctis eius SV 287 (da Selva morale e spirituale, Venezia, 1641)

A. Grandi (1590-1630)

O quam tu pulchra es (da Ghirlanda Sacra, Venezia, 1625)

J. H. Kapsberger (1580-1651)

Passacaglia in Re (dal Quarto libro d’intavolatura di Chitarrone, Roma, 1640)

G. Rovetta (1596ca-1668)

Lacrime d’Erminia (da Madrigali Concertati, Libro Primo, Venezia, 1629)

J. H. Kapsberger

Toccata arpeggiata (dal Libro primo d’intavolatura di Chitarrone, Venezia, 1604)

C. Monteverdi

Quel sguardo sdegnosetto SV 247 (da Scherzi musicali, Venezia, 1632)

B. Strozzi (1619-1677)

Eraclito Amoroso (da Cantate, ariette e duetti, Op.2, Venezia, 1651)

C. Monteverdi

Sì dolce è’l tormento SV 332 (dal Quarto scherzo delle ariose vaghezze, Venezia, 1624)

 

30’ | Ingresso con biglietto del museo

 

 

Il titolo del concerto richiama il mito di Orfeo e il potere della musica di commuovere, trasformare e “aprire varchi” nell’animo umano. In questo dialogo tra voce e strumenti, Elena Mascii e Lisa Soardi restituiscono al pubblico l’intimità e il fascino di un repertorio che ancora oggi conserva intatta la propria forza evocativa.

Il programma intreccia pagine sacre e profane di compositori che animarono la vita musicale veneziana tra i primi decenni del XVII secolo: da Monteverdi – da cui è ripreso il titolo di questo concerto – ad Alessandro Grandi, collaboratore a San Marco, fino a Giovanni Girolamo Kapsberger, autore di straordinarie musiche per chitarrone, sospese tra virtuosismo e sperimentazione armonica. Accanto a loro, Giovanni Rovetta e Barbara Strozzi, figura eccezionale nel panorama musicale dell’epoca che pubblicò raccolte di cantate e arie di sorprendente intensità espressiva: il suo Eraclito Amoroso racchiude tutta la teatralità del Barocco veneziano, tra malinconia, ironia e passione.

Un percorso musicale tra parola, affetto e meraviglia nella Venezia del Seicento, sulle tracce dell’eredità di Claudio Monteverdi e della nuova espressività barocca.

Testo a cura di Federica Mastantuono