Beethoven, Debussy | Bonomini, Carcano

Beethoven, Debussy
Bonomini, Carcano

30/05/2026 - 19:30
Palazzo Vescovile | Salone degli Arazzi



Paolo Bonomini, violoncello

Gabriele Carcano, pianoforte

 

L. van Beethoven (1770-1827)

Sonata per violoncello e pianoforte n. 4 in do maggiore op. 102 n. 1

C. Debussy (1862-1918)

Sonata per violoncello e pianoforte n. 1 in re minore L 144

 

30’ | Ingresso 10 €

 

A distanza di poco più di un secolo, le due sonate in programma raccontano un momento di profonda trasformazione nel rapporto tra violoncello e pianoforte, ormai lontano da ogni gerarchia tradizionale e sempre più orientato a un dialogo libero e paritario.

La Sonata n. 4 in do maggiore op. 102 n. 1 di Ludwig van Beethoven appartiene alla sua ultima stagione creativa e segna un deciso superamento dei modelli classici. Organizzata in due movimenti tra loro connessi, si apre con un Andante sospeso e lirico che sfocia senza soluzione di continuità in un Allegro energico e frammentato. Il discorso musicale procede per contrasti e improvvise deviazioni, mentre il violoncello, spesso nel registro acuto, assume una qualità quasi vocale. Nel finale, la scrittura si addensa fino a evocare, in filigrana, la tradizione contrappuntistica barocca. Composta nel 1915, la Sonata in re minore L 144 di Claude Debussy è una delle ultime composizioni dell’autore francese, e rispetto alla Sonata beethoveniana si muove in una direzione opposta ma altrettanto innovativa. Articolata in tre brevi movimenti, predilige una forma libera, fatta di gesti rapidi, colori timbrici e suggestioni teatrali. Dal Prologue declamatorio alla Sérénade, ricca di pizzicati e sonorità inusuali, fino al Finale vivace e cangiante, la musica sembra nascere e dissolversi con leggerezza. Qui il pianoforte non domina, ma accompagna e dialoga, contribuendo a una trama sonora mobile e allusiva.

A interpretare questo raffinato percorso saranno Gabriele Carcano al pianoforte e Paolo Bonomini al violoncello, interpreti capaci di restituire con sensibilità e profondità le molteplici sfumature di questi tardi capolavori di due dei più grandi compositori della storia.

Testo a cura di Martina Sangermano