LUOGHI / BIBLIOTECA GINO BARATTA

L’edificio attualmente sede della Biblioteca Gino Baratta, era in origine sede dell’Ospizio di Sant’Antonio e successivamente, dal 1872, del macello comunale, ampio complesso architettonico ideato e realizzato dall’architetto bresciano Giovanni Cherubini. L’antico Ospizio di Sant’Antonio, edificato verso la fine del ‘300 per volontà del capitano di Mantova Guido Gonzaga, è da ricondurre al comune sentire religioso che accomunava autorità civili e religiose, nell’impegno di prestare ospitalità ai bisognosi e ricovero ai pellegrini.

Dopo il lungo e complesso lavoro di recupero effettuato dall’architetto Adolfo Poltronieri, tra gli anni ’80 e la fine degli anni ‘90, della struttura originaria si conserva solo il cortile principale caratterizzato dai due corpi di accesso con portico ad archi a tutto sesto, e i due corpi pieni laterali, un tempo adibiti a stalla per i bovini e i suini. Presso l’Archivio storico comunale sono conservati i disegni originali del Cherubini del 1872. La Biblioteca Mediateca Gino Baratta, aperta al pubblico il 19 dicembre 1998, si è proposta alla città come sede di servizi d’informazione innovativi e come sede di collezioni documentarie sui più diversi tipi di supporto legate alle discipline contemporanee.