Domenica 3 novembre

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17.30

Sabbioneta Teatro all’Antica


OMNIA

Giovanni Gnocchi violoncello

Danze, canti e rapsodie dal 1500 ad oggi
Musiche di G. Kurtág (1926), D. Gabrielli (1659-1690), J. Dall’Abaco (1710-1805),
T. Hume (1569-1645), D. Ortiz (1510-1576),
J. S. Bach (1685-1750), Z. Kodály (1882-1967)

Consapevolezza di stile, bellezza di suono, brillantezza tecnica: queste alcune delle qualità riconosciute dalla critica tedesca al violoncellista cremonese Giovanni Gnocchi, 43 anni, atteso in veste di solista a Tempo d’orchestra. Gnocchi esibisce una esperienza internazionale che stupisce per ricchezza e qualità: a suo agio nelle vesti di solista, camerista o professore d’orchestra, è stato ospite dei maggiori festival europei ed ha suonato nella Camerata Salzburg, nella Lucerne Festival Orchestra con la bacchetta di Claudio Abbado e poi in inghilterra con la London Symphony e la Royal Philharmonic, in Germania con i Filarmonici di Monaco e quindi anche a fianco di illustri colleghi quali Mario Brunello, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Pavel Gililov, Elizabeth Leonskaja, Andrea Lucchesini e molti altri. Vincitore del Concorso Haydn a Vienna, Gnocchi è insomma un interprete di alto profilo che in questa occasione compila un originale programma con il quale si raccolgono “danze, canti e rapsodie dal 1500 ad oggi”. Le pagine più datate portano le firme dell’inglese Tobias Hume e dello spagnolo Diego Ortiz e contribuiscono ad un itinerario avvincente che tocca l’immancabile Sebastian Bach (Prima Suite in sol maggiore), quindi Joseph Dall’Abaco, figlio del più famoso Evaristo Felice, per giungere ad alcune opere del vivente György Kurtág e del suo conterraneo Zoltán Kodály ben rappresentato dalla sua significativa Sonata op. 8 del 1915 nella quale con gran maestria si fondono “libertà della forma, flessibilità della dizione, chiarezza della costruzione e unità tematica”.