Domenica 15 marzo

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11.00

Mantova Teatro Bibiena

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“Non ti vedo, non mi vedi”
Spettacolo teatrale con musica dal vivo, liberamente ispirato a “In una notte di temporale” di Yuichi Kimura

Paola Bordignon e Lucia Giordano attrici
Paola Dusio flauto
Carlo Lo Presti chitarra
Marco Maturo banjo, sitar, bouzouki

Ideato e realizzato da Faber Teater in collaborazione con Micron

Un palco vuoto, due attrici, due cappelli, due personaggi.
Poi un ombrello e le luci di Natale… Costruiamo insieme la magia del teatro! Puoi farlo anche tu, a casa.
La luce definisce due spazi: fuori dal cerchio si chiacchiera, ci si confronta; diteci voi cosa sta accadendo. Dentro il cerchio, si sta nella magia, si ascolta e si guarda, i due personaggi si incontrano, senza vedersi, sono al buio…
Mamma mia come piove forte! E che paura i fulmini e i tuoni!
Durante una spaventosa notte di temporale due animali molto diversi e di solito nemici cercano rifugio in una grotta.
Buio pesto… I due non possono vedersi e non si riconoscono, ma pensano di essere simili e cominciano a parlare. Scoprono così di avere un sacco di cose in comune: la paura dei tuoni, la fame, il freddo, la mamma, la cacca, le risate… E soprattutto scoprono di essere contenti di aver trovato nell’altro animale un amico, e si incantano insieme quando la pioggia si trasforma in neve…
L’incontro tra diversi è al centro di un delicato racconto che parla a tutti, sostenuto e accompagnato dalla musica dal vivo, e che coinvolgerà e incanterà i giovani spettatori. Una splendida storia di incontro tra due diversità che si presta a moltissime letture e offre preziosi stimoli per riflessioni condivise, perché incontrare l’Altro significa anche ripensare la propria identità.
La musica svolge nello spettacolo una funzione molto importante. Rende naturale la preparazione della scena, trasformandola in una sorta di balletto. Accompagna il lupo e la capretta quando evadono dalla realtà, trasportandoli in India; sottolinea lo stupore e la meraviglia di fronte alla natura, come la pioggia di neve. Favorisce il coinvolgimento diretto dei bambini nella canzone finale, tramite il canto e i gesti.
Gli strumenti impiegati sono per lo più inusuali (sitar, banjo, buzuki, oltre a flauto e chitarra) e stimolano la curiosità dei più piccoli sia con sonorità sconosciute, sia con forme bizzarre. Il canto emerge a tratti anche dalla recitazione delle attrici e contribuisce a creare l’atmosfera magica che accompagna il racconto.